Lo Stagno di Cagliari, conosciuto anche come Stagno di Santa Gilla, é per estensione e per rilevanza della biodiversità una delle più importanti aree umide d'Europa. Durante la Vostra vacanza di lusso in Sardegna non dovrete farvi mancare una visita a Cagliari, capoluogo della Regione Sardegna nonchè Città ricca di storia racchiusa tra due Stagni, lo Stagno di Cagliari e lo Stagno di Molentargius.

 

Lo stagno si trova lungo il tratto iniziale della costa occidentale del Golfo degli Angeli, nelle immediate vicinanze della città. I suoi confini naturali sono stati radicalmente modificati nel corso degli ultimi decenni a causa delle numerose opere di bonifica che avevano come obbiettivo l'urbanizzazione delle zone limitrofe, la costruzione di infrastrutture di servizio e l'espansione delle aree agricole e soprattutto industriali. A sud è delimitato da un lembo di terra su cui corre la strada statale 195 Sulcitana, che lo separa dal Golfo degli Angeli. A ovest è delimitato dall'agglomerato industriale di Macchiareddu e dagli insediamenti agricoli e residenziali appartenenti al comune di Capoterra. A nord è delimitato dalle foci dei principali corsi di acqua dolce della pianura del Campidano e della piana del Cixerri. A est è delimitato dalle infrastrutture di Cagliari (area industriale, arterie stradali, ferrovie, aeroporto) e dai bassi rilievi su cui sorgono i centri abitati del capoluogo e di Elmas. Nella prima metà del Novecento lo stagno occupava un'area di circa 40 km2, mentre attualmente non raggiunge i 13.

 

La topografia dello stagno è eterogenea, si possono distinguere 5 aree principali. La laguna di Santa Gilla che è nella parte orientale, collegata con il Golfo degli Angeli dal canale di Sa Scaffa. La zona delle foci è la parte settentrionale nel quale sfociano il Flumini Mannu e il Cixerri oltre ad altri canali di importanza minore. La Zona delle saline è il tratto meridionale dello stagno, è costituita dalle saline e dalle vasche di evaporazione che si espandono fino al lembo litoraneo. Lo stagno di Capoterra è la parte più meridionale e occidentale dello stagno. E' separato dalle saline con un lembo di terra che funge da collegamento della zona industriale con un pontile che si inoltra nello stagno. Sa Illetta è un tratto di terra che faceva parte in origine dell'isola di San Simone, la quale in seguito è stata congiunta alla terra ferma con un lembo di terra nella zona di Macchiareddu. Questa zona è stata drammaticamente modificata negli ultimi decenni a causa della costruzione del Porto Canale e alla deviazione della strada statale Sulcitana.

 

La vegetazione dello stagno è poco importante dal punto di vista paesaggistico, perché è costituito per la maggior parte da specie erbacee. Tuttavia è fondamentale per il mantenimento della biodiversità poiché va a costituire l'habitat ideale per le specie animali che popolano lo stagno. Oltre a fornire l'alimento principale per numerose specie di uccelli attraverso i suoi prodotti, la fitta vegetazione erbacea-arbustiva che ricopre le sponde dello stagno è il luogo perfetto in cui la maggior parte delle specie posso nidificare e nascondere le loro uova. A causa della presenza di diversi ambienti fisici all'interno dello stagno (diversa salinità ecc.) sono presenti diversi tipi di flora che si possono ridurre a tre tipi fondamentali; vegetazione d'acqua dolce, vegetazione alofila, vegetazione psammofila. La vegetazione d'acqua dolce si concentra nella parte settentrionale dove l'acqua è poco salata grazie agli emissari che si riversano nello stagno. La vegetazione di questa zona è rappresentata dalle canne di palude, dalle tife e dai giunchi. Bisogna segnalare un piccolo uliveto nella zona di sa Illetta, l'ulivo infatti è la pianta fruttifera che meglio tollera i terreni salini.

 

La vegetazione alofila è presente in buona parte dello stagno, sopratutto nelle zone più esterne e nelle zone dove la sommersione è temporanea e quindi si alza il livello di salinità. Tra le specie arbustive più comuni vi è l'Alimo, tra le specie idofite alofile invece la più comuni sono la Ruppia cirrhosa, la Potamogeton pectinatus, la Ruppietum maritimae e la Potamogeton natans. Queste piante costituiscono la dieta di molte delle specie animali dello stagno, per i fenicotteri rosa in particolare la Ruppia. La vegetazione psammofila è situata nel lembo litoraneo sabbioso e in altri punti dello stagno, spesso in associazione con le alofite.

 

La fauna dello stagno è composta principalmente da uccelli, i mammiferi presenti invece sono ridotti a poche specie non strettamente legate all'habitat dello stagno. L'avifauna è quindi l'elemento di maggiore importanza nello stagno. Sono presenti numerose specie di uccelli sia stanziali che migranti. Infatti lo stagno di Santa Gilla e quello di Molentargius sono una delle più importanti tappe di sosta in Europa per i bellissimi Fenicotteri rosa. Questi fantastici trampolieri, orgoglio dei cagliaritani, si nutrono principalmente di piccoli crostacei. Il suo alimento principale è L'Artemia salina, un crostaceo molto comune nelle negli stagni di Cagliari. La loro alimentazione è costituita anche da piccoli molluschi e artropodi, e da semi di alcune delle piante idrofite dello stagno ( il giunco, la ruppia ecc.). Per molti anni i fenicotteri hanno frequentato lo stagno senza però nidificare a causa dei predatori delle uova, principalmente gabbiani, e a causa della pressione antropica. Oltre al fenicottero rosa sono presenti tante altre specie nello stagno che vengono divise in specie che nidificano e specie che non nidificano. Le specie più rare e degne di nota sono quelle degli aironi, dei cormorani e delle folaghe. La fauna rappresenta un tesoro prezioso di recente valorizzato dal progetto "Life Natura '96 Gilia", che coinvolge i comuni di Cagliari, Assemini, Capoterra ed Elmas e svolge un ruolo di monitoraggio e studio dei fenomeni che si verificano in questo ecosistema.

 

Dal punto di vista geologico, l'area che lo stagno occupa è una depressione che fa parte della fossa della pianura del Campidano. La fossa è venuta a formarsi nell'Era quaternaria. I fondali sono mediamente bassi, la profondità massima è di 2,5 metri. Tuttavia negli ultimi anni, a causa dell'alterazione delle foci dei fiumi e degli sbocchi naturali al mare, c'è stato un fenomeno di sedimentazione che ha portato all'innalzamento dei fondali. La salinità dipende dalle zone dello stagno. Purtroppo lo stagno di Santa Gilla è un ecosistema molto degradato e seriamente minacciato da diversi fattori tra cui la realizzazione di infrastrutture di vario genere, lo scarico di sostanze industriali e civili attraverso i fiumi immissari e l'eccessiva penetrazione antropica.

La storia dello stagno è legata alla sua incredibile pescosità e alla sua posizione che lo rende adatto come porto per gli scambi commerciali. Sono state ritrovate tracce di insediamenti risalenti all'età del bronzo, al periodo Punico e a quello Cartaginese. In età romana invece l'insediamento nei pressi di Santa Gilla perse di importanza e divenne un sobborgo di Karalis. Nel Medioevo invece a causa della regressione demografica Santa Gilla divenne il centro della zona, frequentato dall'aristocrazia.

Allora l'isola di San Simone non era ancora collegata alla terra ferma. Il collegamento all'isola tramite un ponte di tavole e di barche è una delle trasformazioni che avvennero nel XVI secolo, insieme ad una serie di interventi che andavano a modificare i fondali dello stagno. In questo periodo si sviluppò una attività agricola nell'isola di San Simone. Nell'ottocento l'ecosistema subì gravi danni a causa dell'impiego come discarica industriale. Tuttavia il degrado vero e proprio ha avuto inizio dopo la seconda guerra mondiale con lo scarico dei liquami provenienti dalle industrie e dalle città che causarono la scomparsa della pesca e la grave alterazione floristica e faunistica.

 

 

Durante la vostra vacanza di lusso in Sardegna, non potete farvi mancare la scoperta di questo splendido ecosistema, vera perla naturalistica del Sud Sardegna. Vi si può accedere da diversi punti, tuttavia una delle strade consigliate è quella che passa per la zona industriale di Assemini, Macchiareddu. La strada laterale che costeggia l'inceneritore per il lato sinistro, segnalata con un cartello indicante il Progetto Gilia, presenta una staccionata in legno lunga circa 1,5 km e conduce direttamente allo stagno.

 

 

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